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Chiesa e movimento: convergenza o conflittualità?

digital Chiesa e movimento: convergenza o conflittualità?
Articolo
rivista BOLLETTINO DELL'ARCHIVIO PER LA STORIA DEL MOVIMENTO SOCIALE CATTOLICO IN ITALIA
fascicolo BOLLETTINO DELL'ARCHIVIO PER LA STORIA DEL MOVIMENTO SOCIALE CATTOLICO IN ITALIA - 2009 - 1
titolo Chiesa e movimento: convergenza o conflittualità?
autore
editore Vita e Pensiero
formato Articolo | Pdf
online da 01-2009
issn 03908240 (stampa) | 18277977 (digitale)
€ 6,00

Ebook in formato Pdf leggibile su questi device:

L’autore ricorda come il movimento cattolico, in Italia, possa essere definito come la risposta laicale del cattolicesimo alla laicizzazione liberale dello Stato e della società. Questa risposta è stata inizialmente caratterizzata da un atteggiamento prevalentemente negativo nei confronti dei cambiamenti introdotti dalle nuove classi dirigenti nella vita sociale e politica dell’Italia unita. Successivamente si è fatta sempre più consapevole e lucidamente positiva. Parlare di movimento cattolico come realtà laicale non significa negare che l’episcopato ed il clero abbiano dato un contributo fondamentale allo sviluppo di una presenza sempre più ricca dei credenti nella società italiana. Va peraltro ricordato che l’impegno dei cattolici è passato da una generica mobilitazione ad un’azione sempre più efficace in campo sociale e politico, un’azione che ha aperto spazi di crescente autonomia per i laici. Di quest’autonomia l’autore intende parlare, ricordando come l’istituzione ecclesiastica abbia guardato ad essa con un’iniziale diffidenza, un timore nel tempo sostituito da un progressivo e sempre più ampio riconoscimento. Church and mouvement: convergence or conflict? The author defines the Catholic movement in Italy as the lay response of Catholicism to the liberal secularisation of the State and society. This response was initially characterised by a mainly critical attitude toward the changes brought in by the new ruling class in the social and political life of unified Italy – later on, the attitude grew more conscious and positive. To speak of the Catholic movement as a lay movement does not mean denying the fundamental contribution of the episcopacy and the clergy to a richer presence of the believers in the Italian society. It is also useful to bear in mind that the Roman Catholics’ commitment changed from a generic mobilization to more effective actions in the social and political field – actions which progressively granted laypeople growing autonomy. The author deals with this autonomy, pointing out how the ecclesiastical institutions were initially diffident, but moved gradually toward its open recognition.